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Project 192

January 24, 2014

Alcuni mesi fa, sono stata aggiunta ad un gruppo di Facebook. Per dir la verità, di solito mi cancello quasi istantaneamente per la mancanza di tempo per poterli seguire, ma in quell'occasione, visto che l'invito veniva da un collega fotografo che stimo e che so che non perde tempo in gruppi di chiacchiere, decisi di dar un'occhiata alla cosa.

 

....Di certo, quel giorno non mi aspettavo il colpo che stavo per ricevere... Project 192, creato e promosso dal fotografo Ciro Prota è un porgetto che si presenta così nel suo comunicato stampa ufficiale:

 

...."....

192. Il numero delle vittime di una strage terribile.

192. Il numero dei fotografi coinvolti in un viaggio nella memoria.

Era l'11 marzo 2004.

 

Sono passati quasi dieci anni dalle terribili esplosioni che in quel giorno hanno sventrato tre treni affollati di pendolari in una Madrid ancora addormentata. Corpi straziati, coperti da lenzuoli bianchi che sembravano garze. Madri, padri, amici, fratelli, sorelle, che non sarebbero rientrati più a casa, quella sera. Ora immaginate 192 persone che si tengono per mano e ritornano in quel luogo. In un modo o nell'altro. Con la mente, con i ricordi, con un nome tatuato in testa. Ad ognuno dei 192 autori é stata assegnata un'anima. E' stato assegnato un nome. Un nome che rimbomba. Come una nuova esplosione. Un nome che resta l'unica luce in un dolore così buio. “Il Progetto 192 fonde la vita, la morte, la pietà e l’accusa. 192 fotografie e 192 nomi, quelli delle vittime dell’attentato nei treni dei pendolari di Madrid, l’11 marzo 2004. Un passato molto prossimo sul quale però ogni giorno cala impercettibile un velo, il velo più pericoloso, il velo dell’oblio, lento e sottile. Io non voglio dimenticare, e non posso. […] Un giorno uguale all’altro, un giorno dopo l’altro. Ma l’11 marzo 2004 è stato un giorno diverso. Nei treni è entrata la morte, quella più cieca, violenta, cattiva, portata da un odio cieco, violento"

 

Ricevere questo compito ha avuto un impatto emotivo su di me notevole. Sono una persona che si fa continuamente molte domande sulla vita e sulla morte ed avere il compito si intepretare una esperienza così non è stato di certo facile. Mi sono fatta molte domande, soprattutto etiche... sono entrata con la mia mente e le mie emozioni nel pieno della vicenda...mi sono documentata prima ancora mi venisse assegnato il nome della persona deceduta nell'atto terrositico per capirne la portata.... ho cercato le immagini e i resoconti di quel triste e cupo giorno nel web... straziante e angosciante... il mio approccio alla vita in se è diciamo da dentro, cercare di immedesimarmi nella situazione e la cosa che mi ha veramente e profondamente toccato è l'incosapevolezza di un destino segnato per mano di menti umane, che si fanno portatrici delle decisione consapevole di stroncare vite... scioccante... È su questo aspetto che deciso di approciare l'interpretazione del compito... l'incosapevolezza di quella persona che sarebbe andata incontro ad una morte, decisa, a tavolino, come in una partita a scacchi... 

 

Quando ho ricevuto da Ciro Pronta il nome che mi era stato assegnato mi è preso un colpo... tantissime coincidenze inspiegabili...e l'immagine nella mia mente si è formata in un secondo... per poterla realizzare ho chiesto aiuto ad un caro amico fotografo/sociolo/viaggiatore, Fulvio Pellegrini, e abbiamo intrapreso un viaggio verso Madrid...verso quella incosapevole certezza che qualcosa sarebbe, definitivamente, cambiato....

 

Ringrazio Ciro Prota e Aldo Feroce, l'amico fotografo che mi ha invitato nel gruppo... è stato un lavoro intenso, sentito e vissuto a pelle...

 

Per ultieriori informazioni sul progetto: www.project192.org

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